Sagrestia di San Pietro

Dopo il completamento della basilica si pensò di realizzare accanto alla grande mole della chiesa una grande sagrestia. Per molto tempo comunque fu utilizzata a tale scopo la rotonda si Sant’Andrea, conosciuta anche come Chiesa di Santa Maria della Febbre, un’edificio a pianta centrale poco discosto sul lato sud della basilica e risalente all’epoca imperiale.

Vari pontefici avevano ordinato nel corso degli anni modelli, e disegni per la nuova sacrestia di San Pietro. intorno al 1715 fu indetto un concorso vinto da un progetto di Filippo Juvarra, che presentò un modello ligneo ancor oggi esistente, ma che non fu realizzato.  Solo nel 1776 Pio VI si decise a costruire la nuova sagrestia. Il progetto fu affidato a Carlo Marchionni e la costruzione durò fino al 1784. La costruzione, tentando di armonizzarsi con lo stile della basilica, apparve un’architettura piuttosto attardata nella Roma di fine Settecento, attirandosi anche le critiche dal teorico neoclassico Francesco Milizia.

Si tratta di un corpo di fabbrica posto sul fianco sud della basilica  e collegato all’edificio principale con due due corridoi sostenuti da arcate ribassate, in corrispondenza della tomba di Pio VIII e della Cappella del Coro.

All’interno di questo volume si apre una sala ottagonale  decorata negli angoli da pilastri scanalati di marmo giallo con capitelli compositi di marmo bianco, e tutto il fondo di diaspro di Sicilia. Non mancano nell’apparato interno elementi di spoglio come  8 colonne provenienti della Villa Adriana e 4 altre colonne che ornano l’altare.

File:Sankt Peter 1 BW.JPG

Questo vano ottagonale, coperto a cupola, è affiancato dalle sacrestie dei Canonici e dei Beneficiati, dalla Sala del Capitolo e da quella del Tesoro.

l’esterno del corpo di fabbrica è articolato da due ordini sovrapposti di pilastri dorici e ionici ed è dominato da una cupola centrale con lanterna terminata con una stella di bronzo, che regge una croce.